Camilla Cipolloni: “Una meravigliosa avventura con Samarcanda!”

diventare animatore

Joyner Next Gen è un viaggio nelle giornate dei rookie Samarcanda 2020, giovani talenti che hanno attraversato con noi la quarantena per diventare animatore e animatrice per bambini (e non solo) ma sopratutto per vivere questa fantastica esperienza professionale e di vita.

Hanno scelto l’azienda giusta e Samarcanda li ha formati a distanza. Ce l’hanno messa tutta e oggi raccontano la vita del Joyner a tutti noi e ai loro futuri colleghi, i Next Gen che hanno dovuto rimandare il debutto all’anno prossimo.

Oggi la nostra protagonista è Camilla Cipolloni, 19 anni, romana. Il suo percorso in Samarcanda l’ha portata a lavorare come animatrice per bambini in una prestigiosa struttura in Sicilia ma la sua passione per la danza non la tiene lontana nemmeno dal palco. Dedizione, amore per questo lavoro e un grande sorriso: la sintesi perfetta per essere un Joyner Next Gen.

Ho pensato di diventare animatrice dopo varie vacanze in villaggi con animazione Samarcanda.

Ciao Camilla! Raccontaci un po’ di te e del percorso che ti portata a diventare joyner.

Ciao a tutti! Ho pensato di diventare animatrice dopo varie vacanze in villaggi con animazione Samarcanda. Lì ho conosciuto alcuni joyner e sono stati proprio loro a consigliarmi questa esperienza! Alla fine mi sono lasciata convincere e a fine gennaio ho mandato la mia candidatura. Poco prima del lockdown ho svolto il colloquio alla sede di Roma e da lì è iniziato il mio percorso di formazione che mi ha portata fin qui, a diventare animatrice per bambini!

Per molti dei Next Gen la formazione si è svolta online. Hai frequentato la Smart Academy, la formazione a distanza gratuita Samarcanda: che esperienza è stata?

È stata una bellissima esperienza! E sopratutto utile per capire le dinamiche di questo lavoro, che io conoscevo solo dall’esterno, da ospite. I moduli settoriali sono stati fondamentali per capire come è strutturata la giornata all’interno del settore, come comportarsi con i bimbi, quali sono le attività che si svolgono. Tra l’altro con alcuni ragazzi con cui ho svolto la Smart Academy sono ancora in contatto; abbiamo creato un gruppo WhatsApp e ci sentiamo spesso. Inoltre ho ritrovato qui, nello stesso villaggio in cui lavoro, una ragazza che ha svolto con me il webinar settoriale. Quindi oltre ad essere stata un’esperienza formativa mi ha fatto instaurare molte amicizie!

Essere joyner significa fare un lavoro continuo di crescita, mettere in gioco se stessi e far divertire gli altri.

Dopo questo primo mese di lavoro in villaggio, che cosa significa per te essere un joyner?

Essere joyner significa fare un lavoro continuo di crescita, mettere in gioco se stessi e far divertire gli altri. Spesso si imparano molte cose anche solo vedendo i sorrisi sul volto dei bambini e degli ospiti. Se hai una giornata storta questa è la miglior cura: un sorriso ti può svoltare davvero la giornata.

Cosa fa durante il giorno un’animatrice del miniclub come te?

Dopo la colazione e la consueta riunione mattutina, ognuno va nel proprio settore. Io e i miei colleghi del miniclub sistemiamo in anticipo la postazione, in modo che quando arrivano i bimbi è già tutto pronto per iniziare a giocare e divertirsi. Quest’anno poi in villaggio la sicurezza delle attività è al primo posto: dividiamo i bambini in piccoli gruppi nei quali si fanno diverse attività. La mattina li portiamo a fare il bagno al mare o in piscina, facciamo dei giochi oppure organizziamo con l’insegnante di tennis delle lezioni. Il pomeriggio invece è solitamente dedicato ai laboratori creativi. Dopo la chiusura del miniclub mi preparo per il serale.

Raccontaci, quali attività svolgi la sera?

La serata prosegue tra una babydance e un po’ di chiacchiere con gli ospiti prima dell’inizio dello spettacolo, al quale molto spesso partecipo. Infatti sono anche una ballerina, la mia passione per la danza mia ha seguita qui in villaggio!

Siamo un gruppo nel quale ci completiamo a vicenda.

Non c’è proprio tempo di annoiarsi, insomma. Una delle parti più belle di questo lavoro è costituita dalle relazioni umane: con gli ospiti e con i colleghi. Come stai vivendo questo aspetto?

Con gli ospiti mi trovo bene, nonostante la mia timidezza iniziale. Sopratutto con i bimbi c’è un bellissimo legame; alcuni l’ultimo giorno di vacanza vanno via piangendo: da un lato mi dispiace ma dall’altro mi fa capire che ho lasciato il mio segno. Il bello è che questo lavoro ti fa realmente crescere e migliorare anche caratterialmente. Difatti ora mi sento molto più a mio agio a fare contatto e parlare con persone nuove (ci sono degli ospiti con i quali ho legato molto e ci mi sento ancora adesso!). Con l’equipe invece è tutto meraviglioso! Ci definiamo un gruppo nel quale ci completiamo a vicenda, a seconda delle passioni e delle capacità di ognuno. Sarà anche che siamo arrivati in villaggio tutti nello stesso momento e fin da subito abbiamo creato un legame forte e indissolubile.