giuseppe forte

Francesco Tornello, per tutti Ciccio, Capo Equipe Samarcanda, oggi ci racconta la sua joyner story.

Ciao Ciccio! Ti rubiamo solo qualche minuto, siamo super curiosi di conoscere la tua Joyner Story! Da quanti anni lavori come joyner?

“Ciao! La mia carriera è partita dal basso. Ho sempre fatto spettacolo e dal 2003 sono entrato nel mondo di Samarcanda inizialmente come contattista, fino a diventare capo equipe”.

Che cosa significa per te essere un joyner? Descrivicelo con 3 espressioni!

ESSERE ALLEGRO – ESSERE SOLARE – AVERE VOGLIA DI FARE

“Questo è quello che deve uscire dai ragazzi. Bisogna essere sempre sorridenti, anche nelle giornate no. Cercare di far ridere è una cosa difficile ma se ti viene naturale è ancora meglio”.

Cosa ti dà la carica nel tuo lavoro?

“Per me è normale e automatico lavorare e darsi da fare tutti i giorni, impegnarmi a fare tutto ciò di cui c’è bisogno. La voglia di fare mi dà la carica, quella stessa voglia di fare che ho ogni singolo giorno. Sono una persona che si annoia a stare fermo e sono dell’idea che dobbiamo fare il più possibile ora che siamo giovani… ci sarà tempo per riposarsi! Bisogna sempre fare cose ed essere attivi, andando incontro al rischio di sbagliare, non importa… sono dell’idea che sia meglio fare e sbagliare piuttosto che non fare affatto. È una frase che dico sempre ai ragazzi”.

Qual è il ricordo più bello di questi anni?

“Il ricordo più bello è legato all’anno scorso, quando sono tornato nel villaggio in cui sono ora dopo due anni di assenza. Molti ospiti mi avevano scritto dicendomi che gli mancavo ma mai mi sarei aspettato un’accoglienza così calorosa da parte di una marea di gente che ti dà affetto e abbracci.  E poi ovviamente mi porto dentro tutte le risate, tutti gli applausi alla fine di uno spettacolo e i pianti dei miei colleghi joyners quando finisce la stagione”.

Ciccio, tu sei universalmente conosciuto come una delle persone più carismatiche del nostro settore! Dicci il segreto per riuscire a coinvolgere tutti!

“La risposta è semplice: essere se stessi ma soprattutto cercare di essere giusti, in tutto quello che si fa. La chiarezza e la trasparenza sono importanti e le nuove leve apprezzano questa virtù, imparando a fidarsi. I ragazzi condividono con me qualunque problema abbiano, sono diventato per loro un importante punto di riferimento e una persona con cui sfogarsi. E il trucco sta semplicemente nell’avere pazienza e saper ascoltare, guardando le persone negli occhi”.

Un’ultima domanda… dai un consiglio a tutti i giovani che vogliono avvicinarsi al mondo di Samarcanda e vivere questa esperienza in futuro!

“Lavorare in un villaggio per un’estate intera ti fa crescere, ti fa divertire, ti fa conoscere persone meravigliose. Ho visto persone che si sono innamorate, sposate e hanno avuto figli. È  un’esperienza che porta solo cose positive. Ci vuole però tanta voglia di lavorare e solo con questo entusiasmo si può portare a casa un risultato e un valore che corrisponde all’emozione che ti rimane dentro e che ti porterai dietro per tutta la vita”.

Grazie Ciccio, un abbraccio a te e a tutta la tua equipe! E come dici sempre tu: ”Viva Maria! E viva Samarcanda!”

Se hai sempre sognato la vita di chi lavora nell’animazione e hai voglia di vivere grandi emozioni, fai come Ciccio!
Non perdere l’occasione di vivere un’esperienza unica come joyner e trascorrere un’estate indimenticabile che ti permetterà di crescere.
Scopri cosa vuol dire essere joyner e le figure che cerchiamo. Scopri anche tutte le destinazioni in cui potresti vivere quest’esperienza unica!

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