Cristian Destro: “Con Samarcanda sono al settimo cielo”

animazione turistica

Joyner Next Gen è un viaggio nell’animazione turistica e nelle giornate dei rookie Samarcanda 2020, giovani talenti che hanno attraversato con noi la quarantena per diventare joyner e vivere questa fantastica esperienza professionale e di vita.

Hanno scelto l’azienda giusta e Samarcanda li ha formati a distanza. Ce l’hanno messa tutta e oggi raccontano la vita del Joyner a tutti noi e ai loro futuri colleghi, i Next Gen che hanno dovuto rimandare il debutto all’anno prossimo.

Vi presentiamo Cristian Destro, Next Gen alla sua primissima esperienza nell’animazione turistica. Oggi lavora come torneista in una prestigiosa struttura internazionale in Veneto. La sua voglia di imparare e di mettersi in gioco lo hanno portato lontano e lo hanno fatto crescere caratterialmente e professionalmente.

Ero al settimo cielo quando ho saputo che ero stato assunto e sarei potuto partire!

Ciao Cristian, grazie per concederci qualche minuto. Parlaci un po’ di te e di come hai deciso di diventare joyner!

Ciao a tutti! È iniziato tutto verso marzo/aprile dell’anno scorso ma purtroppo causa vari progetti e impegni non sono riuscito a portare avanti questo mio desiderio. Mi sono però ripromesso che quest’anno dovevo assolutamente riuscire a partire! Ogni giorno controllavo il sito di Samarcanda per vedere quando sarebbero iniziate le selezioni per l’estete 2020 e finalmente, uno dei tanti giorni, ho inviato la mia candidatura. Ho fatto il colloquio online ed eccomi qui in villaggio! Ero al settimo cielo quando ho saputo che ero stato assunto e sarei potuto partire!

Fra marzo e aprile hai frequentato la Smart Academy, la formazione a distanza gratuita Samarcanda. Raccontaci che esperienza è stata! 

Smart Academy è servita molto perché mi ha aperto gli occhi su come è organizzato il lavoro dell’equipe di animazione all’interno del villaggio. Prima non avevo un’idea non così dettagliata ma grazie alla formazione -sia nei moduli generici che quelli settoriali- mi si è aperto un mondo!

Sei sempre mosso dalla passione e dalla voglia di fare e quindi la stanchezza di fine giornata non ti pesa e viene sempre ripagata.

Lavorare nell’animazione turistica è un bel traguardo, ma che significa essere un joyner?

È una delle cose più belle! Sono già pronto a dare la disponibilità per l’anno prossimo e, se non fosse per il fatto che tra poco ricomincia la scuola, resterei qui ancora qualche mese!!! La cosa differente del lavoro di joyner è che sei sempre mosso dalla passione e dalla voglia di fare e quindi la stanchezza di fine giornata non ti pesa e viene sempre ripagata. Tra l’altro questa esperienza mi ha aiutato molto a livello caratteriale. Sono una persona timidissima e da quando sono arrivato in villaggio ho notato un grande cambiamento nel mio modo di pormi con le persone.

Che attività svolgi durante il giorno?

Io mi occupo di gestire i tornei di bocce, beach volley, freccette e ping pong. Ad esempio questa mattina, dopo la sveglia e la colazione, sono andato in spiaggia al campo di bocce per organizzare e gestire il torneo per i bambini, che generalmente dura un’oretta. In alcuni giorni faccio anche delle apparizioni, ovvero io e altri colleghi ci travestiamo e andiamo in giro per il villaggio! Ci siamo vestiti da messicani, giapponesi, ballerine, circensi… è un momento molto divertente! Al pomeriggio dopo la pausa pranzo si riprende con i tornei per gli adulti. La sera poi arriva uno di miei momenti preferiti…

Qual è il tuo momento preferito?

L’apparizione della mascotte! Sembrerà strano ma stare dentro al costume della mascotte è una delle mie soddisfazioni più grandi! Con il caldo non è certo uno dei costumi più confortevoli però è uno dei miei momenti preferiti. La giornata non è ancora finita: c’è lo show serale e subito dopo riunione di debriefing e a volte prove!

Sono sicuro che il rapporto che abbiamo costruito durerà a lungo, anche quando ci saluteremo l’ultimo giorno di lavoro!

Una delle parti più belle di questo lavoro è costituita dalle relazioni umane: con gli ospiti e con i colleghi. Come stai vivendo questo aspetto e che tipo di relazioni hai instaurato nel corso della stagione?

Con i colleghi ho creato una bellissima relazione; dopo una settimana mi ero già confidato con tutti e parlavo con tutti! Sembra un punto di incontro per le persone che in qualche modo sono simili; nel senso che qui in villaggio ho trovato tanti ragazzi e colleghi simili a me o comunque disposti ad ascoltarmi e starmi accanto. Sono sicuro che il rapporto che abbiamo costruito durerà a lungo, anche quando ci saluteremo l’ultimo giorno di lavoro. Con gli ospiti altrettanto; l’aspetto più brutto è quando ti ci affezioni e poi dopo una o due settimane li devi salutare. È il momento più malinconico ma sai già che arriveranno tanti nuovi ospiti e che ci sarà l’occasione per instaurare altre belle relazioni!