Davide Artuffo

Davide Artuffo, solare e un po’ pazzo! Il Capo Equipe che ogni  joyner vorrebbe in villaggio, oggi ci racconta come è iniziata la sua storia.

Ciao Davide, sempre super impegnato nella gestione della tua equipe, ti rubiamo solo qualche minuto, siamo troppo curiosi di scoprire la tua Joyner Story per raccontarla ai nostri lettori! 

“Ciao! È davvero bellissimo poter leggere le stories e le avventure degli altri joyner, e un grande onore potervi raccontare la mia Joyner Story!”.

Il villaggio ormai è la tua casa, a che stagione sei come joyner?

“Ecco, partiamo già con le domande difficili! Aspetta, aspetta, che devo fare qualche calcolo. 4 in Calabria, 2 in Puglia… se i miei calcoli sono giusti: 10 stagioni estive e 5 stagioni invernali!”.

Decisamente promosso a pieni voti in matematica! 👏👏
Se ti dicessi SAMARCANDA, quali sono le prime 3 parole che ti vengono in mente?

“UNICA – FAMIGLIA – SODDISFAZIONE”
“Non esiste per me lavoro più bello di quello che faccio e Samarcanda sa quali sono gli obiettivi da raggiungere. Per questo per me è unica, la concretezza e la serietà dell’azienda sono visibili sotto ogni aspetto, a partire dall’attenzione che ha nei confronti di tutti i joyner e della loro tutela. Questo si è recentemente concretizzato con la firma del CCNL dell’animazione turistica, su cui Samarcanda negli ultimi mesi ha lavorato per renderlo realtà. Famiglia, perché il villaggio diventa la tua seconda casa e le relazioni che si instaurano sono forti e durature. Infine, per me la terza parola è soddisfazione. Samarcanda ha creduto in me, mi ha dato la possibilità di seguire i miei sogni e di crescere in questa professione. Ha sempre saputo regalarmi grandi soddisfazioni.”

Cosa provi quando pensi a questo lavoro? Cosa ti dà la giusta carica?

“È un po’ scontato, probabilmente, a per me questo lavoro è tutto! Lo sento mio, e ora so che è quello che ho sempre voluto fare. È un lavoro che sa regalarti continuamente emozioni nuove, la monotonia non esiste, ogni giorno, ogni stagione non è mai la stessa, ogni cosa ti segna profondamente, aiutandoti a crescere. Mi sono fermato per un periodo, ma più stavo lontano da questo lavoro e più capivo che essere joyner era la mia strada e alla fine sono tornato. La squadra è la mia carica quotidiana, puoi essere il migliore sul palco, il responsabile, il capo equipe…ma ogni istante ti devi ricordare che il successo della stagione non sarà tuo, ma di tutto il team, ed è proprio per questo motivo che per me è importante valorizzarlo”.

Il tuo ricordo più bello di tutti questi anni da joyner!

“Difficile, molto difficile dover scegliere! Baro un pochino e quindi te ne racconto due che per me hanno un grande valore. Il primo ricordo è la mia prima standing ovation personale. In villaggio sei abituato come gruppo di animazione a ricevere standing ovation, ma quando quella volta il mio capo equipe mi presentò al pubblico e loro si alzarono in piedi ad applaudire me, è fantastico, ti senti soddisfatto, felice per l’obiettivo raggiunto, soprattutto perché ogni fatica è stata ripagata. Il mio secondo ricordo, invece, è quando dopo anni, ho ritrovato joyner della mia prima equipe. Riportare alla luce ricordi e riderne insieme è stato davvero bello, apprezzi il valore delle relazioni e delle amicizie che regala il villaggio”.

Quindi, anche se ogni stagione cambia il villaggio, cambiano i colleghi, alla fine le relazioni durano negli anni?

“Ogni villaggio è magico e ti lascia qualcosa. Le persone però sono il vero valore di questo lavoro. Tra colleghi, durante la stagione, si instaura un rapporto unico. Passi tanto tempo insieme, in una realtà parallela a quella che è la tua vita, dove le emozioni sono costantemente moltiplicate. Questo, fa sì che si instaurino amicizie uniche che dureranno nel tempo, perché, in poco tempo, ti trovi a condividere momenti di gioia ma anche di difficoltà. Inoltre, anche se negli anni successi ti trovi in villaggi diversi, con queste persone continuerai a confrontarti, scambiandoti idee e consigli anche per la stagione”.

Quali sono le ‘qualità’ fondamentali che un joyner deve avere e cosa ti lascia questo lavoro?

“La spontaneità in questo lavoro è ciò che vince su tutto, poi il sorriso non deve mai mancare e una buona dose di spirito di gruppo!
Questo lavoro ti insegna a stare al mondo, il rispetto, a relazionarti con gli altri, ma soprattutto crescere personalmente, professionalmente. Ogni sera hai un pubblico di 1600 persone da soddisfare, la challenge e le aspettative sono alte, devi sempre cercare di rendere la tua performance migliore della sera prima. In questo lavoro devi sempre puntare al massimo che puoi dare, per questo motivo il palco del villaggio è anche un’ottima vetrina per chi mira a una carriera nello spettacolo. In conclusione, qualsiasi tipo di lavoro andrai a fare, questo lavoro ti fornisce una base per poter superare qualsiasi tipo di sfida, situazione che la vita ti mette davanti”.

Ok Davide, ultimissima domanda per te! Cosa vuoi dire a tutti quei giovani che stanno pensando di vivere questa esperienza in futuro?

“Quello che dico sempre è fate questo lavoro! Io lo consiglio a tutti, è un’esperienza di vita più che un lavoro, e se poi la passione è tanta un lavoro lo diventa. Anche solo una stagione ti cambia, ti arricchisce”.

Grazie Davide, un saluto grandissimo a te e a tutti i joyner della tua squadra!

Se hai sempre sognato la vita di chi lavora nell’animazione e hai voglia di vivere grandi emozioni, fai come Davide!
Non perdere l’occasione di vivere un’esperienza unica come joyner e trascorrere un’estate indimenticabile che ti permetterà di crescere.
Scopri cosa vuol dire essere joyner e le figure che cerchiamo. Scopri anche tutte le destinazioni in cui potresti vivere quest’esperienza unica!

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