giuseppe forte

Oggi siamo con Davide Scafa, responsabile joyner di contatto! Le sue esperienze come attore di fiction e la passione per l’intrattenimento e la comicità sono elementi preziosi per il suo lavoro di joyner! Scopriamo come è iniziata la sua avventura!

Ciao Davide, siamo pronti ad ascoltare la tua Joyner Story. A che stagione sei?

Questa è la mia quarta stagione in Samarcanda!

In genere si dice che la terza è la stagione della maturità e dopo ci si riesce a divertire. Professionalmente come sei cresciuto dai tuoi inizi?

Sono cresciuto tantissimo: i primi anni mi sono serviti per perfezionare la mia tecnica in tutte le attività cosiddette di contatto: stare in mezzo alla gente nel modo giusto, stabilire un’empatia positiva con gli ospiti, capire i loro stati d’animo e il timing giusto per fare o non fare una battuta o soffermarsi con una persona per divertirla e non importunarla.

E ora?

E ora sto migliorando la conduzione. Stare al microfono, intrattenere centinaia di persone, non è facile. Io e il microfono stiamo diventando sempre più amici. E inoltre questo è il mio primo anno da responsabile di un settore.

Qual è il tuo stile di gestione di un team?

Un responsabile deve essere il primo a fare. Una volta che ha fatto e ha dimostrato può permettersi di delegare e trasmettere conoscenza. L’anno scorso ho sostituito in corsa il mio responsabile ed è stata quella breve esperienza improvvisa a formarmi. Oggi posso dire con orgoglio di dirigere un team affiatato, organizzato ed efficiente.

Come ti sei avvicinato a questo lavoro?

I miei genitori mi hanno sempre portato nei villaggi con animazione, sin da piccolo. Così ho conosciuto Marco Passarani (il “Nano”, ndr), un fuoriclasse Samarcanda che mi ha fatto entrare in questa meravigliosa azienda e in questo mondo.

Tu che hai conosciuto da ospite tante realtà nell’animazione ce lo puoi dire: in cosa eccelle Samarcanda?

Da ospite ho conosciuto tanti animatori e Samarcanda mette al primo posto il rispetto dei ragazzi che lavorano nei villaggi. Rispetto della persona in primis e poi del profilo professionale. Tutti i joyner godono degli orari di riposo opportuni, sono rispettati come professionisti e gratificati. In più Samarcanda eccelle per organizzazione e capacità di formare le proprie risorse con grande competenza e pazienza.

In cosa il lavoro di Joyner ti ha migliorato come attore?

Il lavoro nei villaggi mi ha dato l’umiltà, il senso di sacrificio e mi ha trasmesso l’importanza di fare gioco di squadra. Il cinema è un mondo in cui tendono a servirti e riverirti, e il rischio di montarsi la testa c’è. Il lavoro di joyner mi serve tanto nella vita e anche nel mio lavoro artistico invernale.

Cosa consiglieresti a un ragazzo senza esperienza che è indeciso sull’intraprendere o meno questa avventura professionale?

Gli consiglierei di buttarsi: una stagione è fatta da 3 o 4 mesi in cui hai la possibilità di scoprirti ed evadere dalla monotonia. Puoi capirti e focalizzare i tuoi punti di forza e di debolezza, riuscendo a migliorarti. In due parole: crescita ed esperienza.

Grazie Davide, un saluto grandissimo a te e a tutti i joyner del tuo villaggio!

Se hai sempre sognato la vita di chi lavora nell’animazione e hai voglia di vivere grandi emozioni, fai come Davide Scafa!
Non perdere l’occasione di vivere un’esperienza unica come joyner e trascorrere un’estate indimenticabile che ti permetterà di crescere.
Scopri cosa vuol dire essere joyner e le figure che cerchiamo. Scopri anche tutte le destinazioni in cui potresti vivere quest’esperienza unica!

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