giuseppe forte

Enrico Pronzati, Capo Equipe Samarcanda, oggi ci racconta la sua joyner story e come è iniziata la sua avventura come joyner .

Ciao Enrico, siamo troppo curiosi di scoprire la tua Joyner Story per raccontarla ai nostri lettori! 

“Ciao! È davvero bello poter raccontare la mia Joyner Story e la bellezza di questo lavoro!”.

Il villaggio ormai è la tua casa, a che stagione sei come joyner?

“Eh eh….diciamo che ormai faccio questo lavoro da una ventina d’anni! Ho iniziato dalle piazze, facendo animazione con le radio e poi sono arrivato con Samarcanda nel mondo dell’animazione vera e propria”.

Se ti dicessi SAMARCANDA, quali sono le 3 parole con cui la descriveresti?

“SERIETÀ – PROFESSIONALITÀ – DIVERTIMENTO”

Serietà e professionalità sono le prime parole che sicuramente userei per descrivere quest’azienda. A Samarcanda bisogna riconoscere la passione e l’impegno che vengono messi in ogni stagione, a partire dalle selezioni e per finire alle Samcademy, il luogo in cui si formano i joyner di tutti i nostri villaggi. E poi divertimento, che è uno dei punti cardine di questo lavoro”.

Cosa credi sia fondamentale per questo lavoro e cosa ti lascia? Cosa ti dà la giusta carica?

“Quello che penso sia fondamentale per questo lavoro è avere passione e cura per gli altri. Non è solo far divertire le persone, ma cogliere tutto ciò che l’incontro con ognuno ti lascia. Quello che mi dà più carica è vedere gli ospiti divertirsi e il calore con cui ti salutano quando se ne vanno. Questa è l’energia giusta che ti fa capire come stai facendo il tuo lavoro. “.

Il tuo ricordo più bello di tutti questi anni da joyner!

“Difficile, ce ne sarebbero veramente tanti! La cosa più emozionante, però, è quando gli ospiti se ne vanno e loro ti lasciano i loro contatti  prima di ripartire, perché si è creato un rapporto unico durante la permanenza in villaggio. Quando non sei in stagione poi capita di sentirli e andare a trovarli. Si esce quindi, da quella che è la sfera del semplice rapporto professionale per trasformarsi in un rapporto umano. Senza le relazioni umane questo lavoro perderebbe di significato, quindi bisogna riuscire ad agganciare l’ospite non solo come una persona, ma viverselo, diventando un amico con cui condividere la bellezza della vacanza”.

Le relazioni, quindi, sono alla base di questo lavoro! Come vive un capo equipe il rapporto con il team?

“Fondamentale è riuscire a entrare in sintonia con la propria squadra. Quello che a me piace fare con i joyner del mio team è cercare di trasmettergli ciò che ho imparato, insegnando ai ragazzi che ogni giorno si impara qualcosa e che anche io, che sono il capo equipe, imparo qualcosa ogni giorno da loro. Ciò a cui punto è creare complicità all’interno della propria squadra, riuscendo ad andare avanti tutti insieme verso lo stesso obiettivo, il divertimento dell’ospite”.

Quali sono le ‘qualità’ fondamentali che un joyner deve avere? 

“Sicuramente la passione per questo lavoro, perché se lo fai con il cuore e con passione questo non è un lavoro. Diventa qualcosa di difficile da raccontare, e anche a distanza di anni, quando mi chiedono se non sono stanco di vestire i panni del joyner estade dopo estate, la mia risposta è sempre NO! È quello che mi piace e non mi immaginerei a fare altro. Ogni giorno si vivono emozioni davvero intense, i ritmi di un villaggio sono veloci, a volte è anche difficile e bisogna sempre prestare attenzione a quello che si fa. Bisogna avere una forte passione, essere joyner è qualcosa che deve essere già dentro di te”.

Cosa consiglieresti ai giovani che stanno pensando di vivere questa esperienza in futuro?

“Fatelo e vivete questa esperienza almeno una volta nella vita, ovviamente con serietà! Essere joyner ti permette di conoscere tante persone e confrontarti con loro. È l’input per una crescita personale positiva. Ti trovi a vivere tante situazioni ed emozioni differenti, ‘lontano da casa’ che nella vita normale non proverai mai. Inoltre, il villaggio è un ambiente ‘protetto’, che ti permette di crescere affiancato da persone che vivono la tua stessa avventura e che magari ci sono già passate e sanno perfettamente quello che stai vivendo”.

Grazie Enrico, un saluto grandissimo a te e a tutti i joyner della tuo villaggio!

Se hai sempre sognato la vita di chi lavora nell’animazione e hai voglia di vivere grandi emozioni, fai come Enrico Pronzati!
Non perdere l’occasione di vivere un’esperienza unica come joyner e trascorrere un’estate indimenticabile che ti permetterà di crescere.
Scopri cosa vuol dire essere joyner e le figure che cerchiamo. Scopri anche tutte le destinazioni in cui potresti vivere quest’esperienza unica!

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