Jacopo Mutti

Jacopo Mutti, joyner junior club, ci racconta la sua storia tra una risata e un torneo di ping pong.

Ciao Jacopo, è il momento della tua Joyner Story! Da quanti anni lavori come joyner?

“Sono alla mia terza stagione e ho sempre lavorato con i ragazzi dello junior club, adoro questo ruolo”.

Cosa significa per te Samarcanda?

“Samarcanda ormai è diventata la mia seconda famiglia, qui ho trovato amici che ormai sono dei fratelli. Come in una vera famiglia, mi piace partecipare a tutte le iniziative che propone: i contest fotografici sui social, le attività in villaggio e come dimenticare i Samdays! Partecipo tutti gli anni, una grande festa in cui si celebra la bellezza di essere un joyner. Ciò che rende questo momento unico, è che ti permette di rivedere tutti i colleghi dell’ultima e delle stagioni passate. Sono davvero orgoglioso di dire che lavoro per Samarcanda, la sua vera qualità è saper valorizzare tutti i suoi joyner”.

Cosa significa per te essere un JOYNER? Descrivilo con tre parole!

AMICIZIA – JUNIOR – COINVOLGIMENTO
Junior, è la parola che rappresenta il mio lavoro in villaggio, i ragazzi dello junior club per me hanno la massima importanza. A questo, lego la parola amicizia, perché i rapporti che riesco a stringere con questi ragazzi per me sono la base per fare bene il mio lavoro. Durante l’anno con molti di loro ci vediamo, organizziamo uscite, pizzate e passiamo del tempo insieme. Per loro prima che il responsabile dello junior club sei un amico. Coinvolgimento, è secondo me la parola più bella per descrivere ciò che faccio. Il mio obiettivo è raggiungere più ragazzi possibili per far sì che la loro estate sia indimenticabile, tutti sono importanti e meritano di assaporare un po’ di quella gioia che il villaggio sa regalare”.

Cosa serve per diventare un joyner junior club?

“Carisma e carica. I ragazzi dello junior club nel mio villaggio hanno dai 14 ai 18 anni, si sentono grandi e sono quasi tuoi coetanei. Devi sempre dare il massimo, dimostrando che tu non sei lì con loro solo perché è il tuo ruolo, ma vuoi essere lì. Devi metterti al loro livello, divertirti con loro, diventare un amico per poter essere il leader che loro vogliono seguire. Quando si instaura questo tipo di rapporto, poi la settimana prende una piega davvero bellissima, loro ti cercano, ti invitano a pranzo, ti seguono e sanno di poter contare su di te.”

Com’è la giornata tipo di un ragazzo dello junior club?

“Ogni giornata deve essere diversa dall’altra, ma seguendo sempre una struttura base.  Abbiamo un punto di ritrovo, qui nel mio villaggio, dedicato allo junior club. Tutte le mattine alle 10 ci incontriamo al gazebo e poi facciamo una serie di attività divertenti. Iniziamo con dei balletti, poi magari ci rincorriamo giocando con l’acqua o andiamo in giro per la spiaggia travestiti facendo ridere gli altri ospiti. Alle 16 poi c’è il ritrovo pomeridiano, per sfidarsi nei tornei sportivi, dal più classico come pallavolo e calcetto fino ad arrivare ad inventarci regole strane come il ping pong con la ciabatta. La sera ci si ritrova per lo spettacolo e lo junior club ha la sua curva come punto di ritrovo. Ci si gode lo show e poi si fa serata insieme fino a mezzanotte. Spesso capita di organizzare cene e pizzate con i ragazzi. Come puoi vedere al contrario di un mini club, uno junior non ha bisogno di una giornata veramente strutturata. Ciò che conta è passare il tempo insieme, divertirsi e stringere amicizie, insomma diventare un gruppo”.

È più difficile far divertire un bambino o un adulto?

“Per quanto riguarda me, un adulto. Sono più a mio agio a far divertire un bambino e nel mio caso specifico un ragazzo. Avere un’età ravvicinata per me è un vantaggio, so come relazionarmi con loro e cosa fare per farli divertire.  Poi nel nostro lavoro devi cercare di relazionarti con tutti, quindi è importante saper far divertire anche un adulto, ma con i ragazzi sono più a mio agio”.

Prima mi hai detto che il COINVOLGIMENTO di tutti i ragazzi per te è davvero importante in questo lavoro. Qual è il tuo segreto per riuscire a raggiungere tutti?

“La prima cosa che devi fare è essere attento e studiare tutti i ragazzi che potenzialmente potrebbero far parte dello junior club. Ognuno ha il suo carattere, c’è quello super estroverso che arriva carico a 1000 e vuole fare ogni cosa che tu proponi, c’è quello che durante la settimana carbura da solo e il tuo compito è solo ‘accompagnarlo’, e poi c’è quello un po’ più timido, che magari devi convincere a venire e riservargli sempre un po’ di attenzione in  più. L’obiettivo è tirare sempre fuori il meglio di ognuno e creare un gruppo fluido e coeso.”

Grazie Jacopo, buon divertimento e buona stagione piena di sorrisi e di gioia!

Se hai sempre sognato la vita di chi lavora nel miniclub e hai voglia di vivere grandi emozioni e ricevere migliaia di sorrisi, fai come Jacopo Mutti!
Non perdere l’occasione di vivere un’esperienza unica come joyner e trascorrere un’estate indimenticabile che ti permetterà di crescere.
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