Jessica Caridad Rossi: “Samarcanda è famiglia e professionalità”

diventare animatore

Joyner Next Gen è un viaggio nelle giornate dei rookie Samarcanda 2020, giovani talenti che hanno attraversato con noi la quarantena, per diventare animatrice come la nostra protagonista di oggi, e vivere questa fantastica esperienza professionale e di vita.

Hanno scelto l’azienda giusta e Samarcanda li ha formati. Ce l’hanno messa tutta e oggi raccontano la vita del Joyner a tutti noi e ai loro futuri colleghi, i Next Gen che hanno dovuto rimandare il debutto all’anno prossimo.

Siamo con Jessica Caridad Rossi, Next Gen 18enne, trentina. Quest’anno è stata tra i pochissimi ad aver avuto la possibilità di partecipare alla formazione dal vivo di Samarcanda, l’Academy, e oggi ci racconta la sua esperienza e la vita da animatrice in villaggio.

Quest’anno volevo provare a fare le cose un po’ più in grande e a livello professionale.

Ciao Jessica, ti rubiamo solo qualche minuto. Raccontaci di te e del tuo bellissimo sogno di diventare joyner!

Ciao a tutti! La mia esperienza di animatrice parte in oratorio; quest’anno volevo provare a fare le cose un po’ più in grande e a livello professionale. Sentendo altre persone e amici che avevano già avuto esperienze di animazione nel contesto del villaggio turistico ho deciso di provarci anch’io! Navigando su internet mi sono imbattuta in varie aziende e agenzie ma ho avuto la fortuna di essere ricontattata subito da Samarcanda. Con mia grande sorpresa, dopo la candidatura, il colloquio e la formazione, sono stata assunta e oggi mi trovo qui a vivere questa fantastica avventura!

Sei stata tra i pochissimi “Next Gen” che, nei mesi precedenti al lockdown, ha frequentato la nostra formazione dal vivo: l’Academy. Raccontaci com’è andata!

Il contesto dell’Academy Samarcanda è meraviglioso! Oltre ad aver conosciuto un sacco di persone, sono entrata subito nell’ottica di questo lavoro. Sono stati 3 giorni pieni ed intensi in cui si sono ricreate le dinamiche “da villaggio”e dove i coach ci hanno fatto capire come sarebbe stata la vera esperienza in villaggio, a partire dagli orari, il lavoro sotto stress, le norme di comportamento.. ma oltre a questo ci siamo anche divertiti un mondo. Si è creato un bellissimo gruppo e la giornata finiva sempre con un sorriso.

Un’esperienza che consiglieresti quindi?

Assolutamente! Anche perché ti forma anche nel carattere. Sarò sincera, per me è stata una vera sfida fare questo tipo di esperienza perché sono una ragazza abbastanza timida. Ho imparato che posso superarmi, non devo pormi dei limiti.  Qui in villaggio ogni giorno dimostro a me stessa che, nonostante la mia timidezza, le cose se voglio le posso fare.

A volte non mi sembra nemmeno di lavorare! Tutti gli sforzi e tutto l’impegno vengono sempre ripagati!

Ora che ti trovi in villaggio, che significa per te essere un joyner e lavorare per Samarcanda?

Per me essere joyner significa svegliarmi felice tutti i giorni e andare sul posto di lavoro contenta perché so che la giornata che mi aspetta sarà meravigliosa. Mi ritengo molto fortunata perché venendo in villaggio mi sono davvero resa conto della professionalità di questa azienda. L’equipe con cui lavoro è composta da persone fantastiche che hanno tanta passione e voglia di divertirsi come me. A volte non mi sembra nemmeno di lavorare! Tutti gli sforzi e tutto l’impegno vengono sempre ripagati. Non ci credo che manca solo un mese alla fine di questa avventura, mi mancherà tutto questo!

Stai lavorando come hostess in una grande struttura intenzionale in Veneto. Che attività svolgi durante il giorno?

La mattina, dopo una bella colazione, arrivo in ufficio, ovvero il punto informazioni dell’animazione. Inizio a sistemare i capi della boutique e materiale vario, faccio il saldo cassa e altre attività di amministrazione contabile. Fra le mie mansioni vi sono anche la gestione di prenotazioni e le iscrizioni: gli ospiti vengono da me per iscriversi a lezioni private con i nostri istruttori sportivi oppure per prenotare un campo, un’escursione o una determinata attrezzatura come palloni, giochi in scatola, carte da gioco.

Non ti senti mai solo, neanche per un minuto!

Una delle parti più belle di questo lavoro è costituita dalle tante relazioni umane che si instaurano: con gli ospiti e con i colleghi. Come stai vivendo questo aspetto?

Facendo l’hostess sono a contatto con tante persone nel corso di una giornata. Con alcuni ospiti, che magari cono qui da più settimane, si è instaurato un bel rapporto. Anzi, a volte mi fa strano non vederli anche solo per un giorno perché ormai è come se fossero di casa ed è diventata un’abitudine salutarli e scambiare quattro chiacchiere. Altrettanto con i miei compagni: mi sento fiera e molto fortunata di far parte di questa equipe. Chiaramente ci sono persone con cui ho legato di più però alla fine con tutti ho un ottimo rapporto di amicizia e sono per me come una seconda famiglia. Quando hai un problema c’è sempre qualcuno pronto ad ascoltarti e non ti senti mai solo, neanche per un minuto!