lavorare come animatore

Joao Victor Di Stefano: “Essere joyner? Un’esperienza unica!”

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Joyner Next Gen è un viaggio nelle giornate dei rookie Samarcanda 2020, giovani talenti che hanno attraversato con noi la quarantena per lavorare come animatore e vivere questa fantastica esperienza professionale e di vita.

Hanno scelto l’azienda giusta e Samarcanda li ha formati a distanza. Ce l’hanno messa tutta e oggi raccontano la vita del Joyner a tutti noi e ai loro futuri colleghi, i Next Gen che hanno dovuto rimandare il debutto all’anno prossimo.

Oggi vi presentiamo Joao Victor Di Stefano, “Next Gen” di origine brasiliana. Oggi lavora come joyner di contatto in una prestigiosa struttura internazionale in Veneto. La sua avventura in villaggio è iniziata poco meno di un mese fa, ma è prontissimo a raccontarci al sua esperienza e il percorso con Samarcanda!

Navigando su internet ho subito notato Samarcanda e ho deciso di candidarmi.

Ciao Victor! Raccontaci un po’ di te e come hai deciso di intraprendere il percorso per diventare joyner.

Ciao a tutti! La decisione di diventare joyner è nata un po’ come una sfida. Già a inizio anno avevo in mente di iniziare un lavoro estivo e in parecchi amici mi hanno consigliato il ruolo di animatore. Navigando su internet ho subito notato Samarcanda. Ho compilato il modulo sul sito, a febbraio ho sostenuto il colloquio ed eccomi qui a lavorare come animatore!

Fra marzo e aprile hai frequentato la formazione a distanza gratuita di Samarcanda: la Smart Academy. Quanto è stata utile?

È stata davvero formativa! La Smart Academy mi ha aiutato fin da subito a comprendere come si svolge la vita all’interno del villaggio e tutti i compiti che sarebbero spettati al mio ruolo, una volta arrivato in villaggio. Sopratutto nei primi giorni di lavoro ho ritrovato molti dei contesti che i coach avevano descritto durante il webinar. Ricordandomi dei loro consigli su come approcciarsi con gli ospiti e come comportarsi nelle diverse situazioni, riesco a svolgere al meglio il mio lavoro.

Con Samarcanda vieni effettivamente messo nelle migliori condizioni di lavoro.

Cosa significa per te lavorare in Samarcanda ed essere joyner?

La ritengo una fortuna. Con Samarcanda vieni effettivamente messo nelle migliori condizioni di lavoro. Qui in villaggio ho potuto constatare come la competenza e il talento di ogni joyner, l’esperienza del capo equipe e la professionalità di Samarcanda si concretizzino per creare un’animazione di alto livello. Per me Samarcanda è stata la scelta giusta e una garanzia. E in più è un lavoro che mi diverte tantissimo!

Un joyner di contatto come te quali attività svolge durante l’arco della giornata?

La giornata di un contattista è interamente dedicata alla conversazione e socializzazione con gli ospiti, fondamentale per instaurare un buon rapporto e conoscenza reciproca! Fin dalla mattina giriamo per tutto il villaggio: presentiamo le attività in programma, gestiamo i tornei, sponsorizziamo gli spettacoli serali, invitando gli ospiti a partecipare e a divertirsi con noi. Anche durante lo spettacolo gli teniamo compagnia e li intratteniamo nel corso di pause o cambi di scena. La nostra giornata si conclude solo dopo la riunione di debriefing, quando tutti noi joyner ci riuniamo, discutiamo di come è trascorsa la giornata e organizziamo le attività per il giorno successivo!

Saper coinvolgere l’ospite è quindi un aspetto fondamentale. Qual è la parte che preferisci del tuo lavoro?

Ogni contattista rappresenta un punto di riferimento per l’ospite all’interno del villaggio! Sicuramente la parte che preferisco è proprio il fatto di interagire con loro, sopratutto dopo gli show serali, quando gli ospiti sono disposti a fare qualche chiacchiera in più e a darci il loro riscontro sulle attività a cui hanno partecipato. Per noi il loro parere è importante: sono consigli che aiutano a migliorare il nostro lavoro!

Il legame e l’intesa che si stanno creando giorno dopo giorno sono sempre più forti!

Una delle parti più belle di questo lavoro è costituita dalle relazioni umane: con gli ospiti e con i colleghi. Come stai vivendo questo aspetto?

Con gli ospiti si è creato fin da subito un buon rapporto. Nell’arco di una o due settimane si cerca di conoscerli a fondo, capire le loro passioni e interessi per coinvolgerli nelle attività che potrebbero piacergli di più. Il nostro lavoro è fargli trascorrere una piacevole e divertente vacanza ed è sempre un dispiacere salutarli il giorno della partenza! Anche con i colleghi ho instaurato un bel legame: viviamo e lavoriamo tutti assieme; il legame e l’intesa che si stanno creando giorno dopo giorno sono sempre più forti!