Lara Dorigatti: “Fiera di far parte della squadra Samarcanda!”

diventare animatore

Joyner Next Gen è un viaggio nelle giornate dei rookie Samarcanda 2020, giovani talenti che hanno attraversato con noi la quarantena per diventare animatore e vivere questa fantastica esperienza professionale e di vita.

Hanno scelto l’azienda giusta e Samarcanda li ha formati a distanza. Ce l’hanno messa tutta e oggi raccontano la vita del Joyner a tutti noi e ai loro futuri colleghi, i Next Gen che hanno dovuto rimandare il debutto all’anno prossimo.

La prima rappresentante della “Next Gen” è Lara Dorigatti, trentina. 18 anni compiuti in quarantena, nel pieno del lockdown, ma tantissima grinta e voglia di imparare: ecco la metafora perfetta della grinta e della resilienza dei nuovi ragazzi Samarcanda!

Ho parlato di questo mio desiderio ai miei amici e alcuni di questi mi hanno consigliato Samarcanda.

Ciao Lara, rubiamo qualche minuto al tuo giorno libero. Raccontaci di te e del tuo bellissimo sogno di diventare joyner.

Ciao a tutti! Ho pensato di diventare animatrice l’anno scorso, durante uno stage scolastico come receptionist. Lì ho vissuto la vita da villaggio e ho capito che mi sarebbe piaciuto instaurare rapporti con gli ospiti: è una cosa che faceva per me. Ho parlato di questo mio desiderio ai miei amici e alcuni di questi mi hanno consigliato Samarcanda. Ho compilato il modulo sul sito, a febbraio ho fatto il colloquio ed eccomi qui!

Fra marzo e aprile hai frequentato la Smart Academy, la formazione a distanza gratuita Samarcanda: quanto è stata utile?

Utilissima! Durante la Smart Academy mi sono state date tutte le regole di base e mi sono servite tanto nei primi giorni di lavoro. Utili soprattutto i moduli relativi all’approccio con l’ospite, gli argomenti da evitare, a come differenziare il modo di porsi a seconda del tipo di persona con cui parli e la spiegazione della giornata tipo.

Ti senti parte di una grande realtà, Samarcanda, una grande famiglia fatta di lavoro, professionalità e creatività.

Diventare animatore è un bel traguardo, ma che significa essere un joyner?

È un’emozione diversa da come potessi immaginarla: in divisa mi trovo davvero bene e la indosso con fierezza qui in villaggio. Ti senti parte di una grande realtà, Samarcanda, una grande famiglia fatta di lavoro, professionalità e creatività. Ieri ad esempio abbiamo fatto un’apparizione a sorpresa, travestiti da pagliacci: abbiamo divertito gli ospiti ma per primi ci siamo divertiti noi!

Stai lavorando in una prestigiosa struttura internazionale in Veneto. Che attività svolgi durante il giorno?

Dopo la sveglia e la colazione si comincia a interagire con gli ospiti con i giri in spiaggia e negli altri luoghi comuni. Esponiamo le attività del giorno, facciamo un po’ di chiacchiere, qualche gioco fino al pranzo e al pomeriggio ognuno gestisce le proprie attività. Io ad esempio gestisco i tornei di freccette e ping pong. Dopo il giro piscina, verso ora di cena, c’è il momento che preferisco.

Qual è il tuo momento preferito?

Il giro fra gli ospiti a ridosso dell’ora di cena: le famiglie riunite sono più distese, rilassate e hanno voglia di socialità. Ma la nostra giornata non è ancora finita: c’è lo show serale e subito dopo debriefing e prove!

Già so che piangerò l’ultimo giorno di lavoro!

Non c’è proprio tempo di annoiarsi, insomma. Una delle parti più belle di questo lavoro è costituita dalle relazioni umane: con gli ospiti e con i colleghi. Come stai vivendo questo aspetto?

Con preoccupazione perché già so che piangerò l’ultimo giorno di lavoro! Già mi capita ogni volta che gli ospiti vanno via. Il nostro lavoro è essere gentili e disponibili con tutti ma gli ospiti sono i primi a coccolarti. E la stessa cosa accade con i colleghi: proveniamo da ogni parte d’Italia ma sono certa che non ci perderemo di vista dopo l’estate, considerata la forza del legame che ci sta unendo!