edoardo mazzoni

Oggi abbiamo un ospite speciale! Siamo con Marco Passarani, detto il  “NANO”, pronto a raccontarci la storia della sua strepitosa carriera come joyner.

Ciao Marco, da dove cominciare… Innanzitutto grazie di essere qui con noi e soprattutto speriamo che le tue parole possano ispirare tutti quelli che sognano di diventare come te.
Se ti dicessi SAMARCANDA: quali sono le prime 3 parole che ti vengono in mente?

UNICACASAFUTURO
“Inutile dire che nessun’altra agenzia è come Samarcanda. È unica! Testimonianza ne è i successi e i traguardi raggiunti negli anni che nessun altro può vantare. Basta guardare alla realizzazione del CCNL, per cui Samarcanda negli ultimi mesi ha speso tantissimo tempo e attenzione. Samarcanda è casa, la mia seconda famiglia, e in villaggio mi sento sempre a mio agio e felice, proprio come se fossi a casa mia. E poi Samarcanda è futuro, per la mia carriera ma anche per i nuovi orizzonti che sta raggiungendo questa azienda”.

So che sarà difficile sceglierne uno, ti chiediamo uno sforzo: per una persona come te che ha vissuto talmente tante emozioni in villaggio da protagonista qual è il ricordo più bello di questi anni da joyner?

“Come dimenticarsi la mia prima standing ovation. Avevo poco più di vent’anni ed è stata un’emozione indescrivibile. Vedere più di mille persone, lì, in piedi ad applaudire me, a elogiare il lavoro che avevo fatto. Spesso, capita come gruppo di animazione di ricevere una standing ovation, e la gioia è inevitabile, ma quando succede e su quel palco sei solo tu, è fantastico. In quel momento ho capito che quello che stavo facendo è quello che avrei voluto fare per i prossimi dieci anni”.

Cosa significa per te questo lavoro? Cosa ti dà la giusta carica?

“Per me poter fare questo lavoro è un dono, grande. Come dice il detto: “Fai quello che ami e non lavorerai un solo giorno della tua vita”, il lavoro, se vuoi, te lo scegli, e io ho scelto che essere joyner era la mia strada. Mi rende felice e mi riempe di soddisfazioni. Samarcanda negli anni mi ha dato la possibilità di realizzare un mio sogno, poter portare sul palco la mia arte, attraverso la realizzazione di miei spettacoli, ovvero scritti da me. Se dovessi scegliere una quarta parola per descrivere Samarcanda, sarebbe sicuramente fiducia, dimostratami negli anni.
Ciò che mi dà la carica è vedere la stessa emozione che avevo quando ho iniziato negli occhi dei nuovi joyner, e poterli aiutare a crescere come joyner e come persone facendogli capire perchè mi sono innamorato di questo lavoro”.

Quindi i nuovi joyner sono una carica positiva all’interno del villaggio?

Certamente! Attraverso i nuovi puoi apprendere tantissime cose. Tu puoi sempre essere al passo con i tempi, ma ci sarà sempre qualcuno che ti mostrerà qualcosa di nuovo sia in ambito musicale che ludico. Ciò che che ti rende bravo in questo lavoro è essere in grado di cogliere tutto ciò che una persona può portare in equipe e trasformarlo in qualcosa di nuovo. Di sicuro i nuovi joyner sono pieni di energia, ma ti confido un segreto: io ne ho più di loro”, AHAHAHAHA

Oggi sei una delle punte di diamante Samarcanda, ma ovviamente come tutti hai iniziato dalla gavetta.

“Sì sì, ma questa storia te la racconto in un modo diverso, con una sfumatura romantica! 17 anni fa mi ritrovai in SamAcademy perché sì, anche io sono partito da lì! Nella mia mente rimase impresso un lucido ben particolare (le slides di una volta, per chi non è preistorico come noi). Questo lucido mostrava dove potevi arrivare facendo il joyner. Io avevo vent’anni, non sapevo cosa avrei fatto in futuro, ma pensai ‘cavolo! Se inizio, posso crescere!’. E da lì è iniziata la mia storia. Oggi ricordarmi quel lucido e sapere che ce l’ho fatta è una grande soddisfazione. Dal 2001 a oggi non è cambiato nulla: Samarcanda continua a offrire queste possibilità di crescita ai nuovi joyner”.

Se potessi dire qualcosa al Marco Passarani di qualche anno fa, prima di questo lavoro, prima di Samarcanda, cosa diresti?

“Facile! Gli direi di prendere quel treno che quel giorno lo portò in SamAcademy!”

E a chi sta pensando di diventare un joyner?

“Provate, almeno una volta nella vita, a prendere quel treno! Poetico vero?”
AHAHAHAH

Grazie Marco per il tuo racconto speciale! Buona continuazione per questa stagione, un saluto grande!

Se hai sempre sognato la vita di chi lavora nell’animazione e hai voglia di vivere grandi emozioni, fai come Marco!
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