Mattia Martignago: “Samarcanda mi sta regalando un sogno!”

diventare animatore

Joyner Next Gen è un viaggio nelle giornate dei rookie Samarcanda 2020, giovani talenti che hanno attraversato con noi la quarantena per diventare animatore turistico prima esperienza e vivere questa fantastica avventura professionale e di vita.

Hanno scelto l’azienda giusta e Samarcanda li ha formati a distanza. Ce l’hanno messa tutta e oggi raccontano la vita del Joyner a tutti noi e ai loro futuri colleghi, i Next Gen che hanno dovuto rimandare il debutto all’anno prossimo.

Mattia Martignago è il prossimo protagonista di Joyner Next Gen! Determinazione, voglia di mettersi in gioco e una passione sfrenata per il tennis, che lo accompagna anche in villaggio. Mattia è pronto a raccontarci il suo percorso in Samarcanda, un percorso in cui i Next Gen hanno dimostrato resilienza e tanta voglia di imparare.

Tra una selezione e l’altra sono arrivato fin qui! È stata una bellissima sorpresa.

Ciao Mattia, rubiamo qualche minuto alla tua pausa. Raccontaci un po’ di te e di come hai deciso di diventare joyner.

Ciao a tutti! Devo essere sincero? È nato tutto da diverse casualità. Mi sono avvicinato a questo mondo dopo una vacanze presso un villaggio turistico; lì mi ha da subito affascinato la figura dell’animatore. La spinta è arrivata in realtà da mia mamma, che mi vedeva bene nel ruolo e voleva che io provassi questa esperienza, nonostante io non avessi mai preso seriamente in considerazione questa opzione. Quest’anno però ho deciso di mettermi in gioco e provarci, senza avere grandissime aspettative. Da lì è venuto tutto da sé; ho notato Samarcanda, mi sono candidato sul sito e tra una selezione e l’altra sono arrivato fin qui! È stata una sorpresa non me lo sarei mai aspettato!

Fra marzo e aprile hai frequentato la Smart Academy, la formazione a distanza gratuita Samarcanda: quanto è stata utile?

Utilissima, sopratutto per un animatore turistico alla prima esperienza! Nei primi giorni di lavoro qui in villaggio mi ritornavano in mente tutti i consigli e tutte le indicazioni date dai coach durante i webinar: sono stati fondamentali. Sopratutto i moduli relativi alla cura dei materiali, alle norme di comportamento e a come porsi con le diverse tipologie di ospiti. Quelle ore le ho considerate molto importanti, ero più concentrato di quando andavo a scuola…!!!

Essere joyner vuol dire essere sempre sul pezzo!

Diventare animatore è un bel traguardo, ma che significa essere un joyner?

Per me essere un joyner vuol dire essere sempre pronti e sul pezzo! Tra i vari ruoli ci sono ovviamente molte differenze, in primis sullo stile della giornata, però il fattore comune per ogni joyner secondo me, oltre all’educazione, al sorriso e all’essere coinvolgente, è il fatto di essere in ogni momento pronto ad accogliere l’ospite, essere sempre disponibile, dandogli attenzioni ma avendo sempre il controllo della situazione. È un metodo che ho imparato a fare mio nel corso di queste settimane; ora mi sento molto più sicuro nel gestire tutti gli ospiti che partecipano alle mie lezioni! Ad esempio oggi avevo 30 bambini sul campo da tennis.. se mi fossero capitati il primo giorno di lavoro sarebbe stata una situazione da panico! Nel mio lavoro ci tengo a fare bene, voglio che l’attività che propongo sia divertente ma anche istruttiva!

Stai lavorando in una prestigiosa struttura internazionale in Veneto. Che attività svolge durante il giorno un istruttore di tennis come te?

La mia giornata tipo qui in villaggio ha dei ritmi molto sostenuti. Dopo la sveglia facciamo colazione tutti assieme e poi ognuno nel suo settore a  gestire le proprie attività. Io passo la giornata sul campo da tennis: la mattina è dedicata alle lezioni collettive per i bambini mentre un’ora del pomeriggio a quelle per gli adulti. Fra queste riesco anche ad incasellare delle lezioni singole private, che occupano gran parte del resto delle mie ore lavorative.

La sera invece ?

Spesso e volentieri do una mano ai colleghi, facendo contatto o all’ingresso del teatro. La cosa bella del serale è che, indipendentemente dal proprio ruolo, ogni joyner ha la possibilità di mettere a servizio dello spettacolo la propria passione che sia per il ballo, il canto, la recitazione… dare il proprio contributo per sostenere, anche se in piccola parte, l’intera squadra è un aspetto fondamentale del lavoro di joyner! La giornata si conclude poi con la consueta riunione di debriefing, in cui ci ritroviamo tutti, ci confrontiamo e ci organizziamo per la successiva giornata, ma oltre a questo si ride, si scherza.. è un bellissimo momento di convivialità!

Qui mi sento proprio come a casa!

Non c’è proprio tempo di annoiarsi, insomma. Una delle parti più belle di questo lavoro è costituita dalle relazioni umane. Come stai vivendo questo aspetto?

Ti dirò la verità, il rapporto che si sta instaurando con i colleghi è meraviglioso, ma quello con gli ospiti lo è ancora di più. Mi sento davvero in paradiso quando esco dalla porta di casa e inizio a salutare, a chiacchierare con persone nuove; non manca mai l’occasione di passare dai campi per farmi un saluto. Gli ospiti ti dimostrano in ogni modo il loro affetto! Sarà anche che, essendo io veneto, qui mi sento proprio come se fossi a casa e con alcuni ospiti a volte mi metto anche a parlare in dialetto! Si è instaurato proprio un bel feeling! Davvero tutto perfetto.