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Paola Bibbò: “Le emozioni dell’essere joyner Samarcanda”

lavorare come istruttrice fitness

Joyner Next Gen è un viaggio nelle giornate dei rookie Samarcanda 2020, giovani talenti che hanno attraversato con noi la quarantena per diventare joyner e vivere questa fantastica esperienza professionale e di vita. 

Hanno scelto l’azienda giusta e Samarcanda li ha formati a distanza. Ce l’hanno messa tutta e oggi raccontano la vita del Joyner a tutti noi e ai loro futuri colleghi, i Next Gen che hanno dovuto rimandare il debutto all’anno prossimo.

Paola Bibbò, “Next Gen” 20enne, energia allo stato puro. Oggi lavora come istruttrice fitness in una prestigiosa struttura internazionale in Veneto. La sua avventura in villaggio è iniziata alla grande ed è qui per raccontarci le emozioni del suo lavoro di joyner!

Avevo voglia di mettere in gioco la mia passione per il fitness a 360 gradi.

Ciao Paola! Raccontaci un po’ di te e come hai deciso di intraprendere il percorso per lavorare come istruttrice fitness e joyner.

Ciao ragazzi! Ho deciso di candidarmi per diventare joyner Samarcanda perché avevo voglia di mettere in gioco la mia passione per il fitness a 360 gradi. Inoltre conoscevo già l’azienda, ne avevo già sentito parlare bene. Guardando il sito ho visto che per l’estate 2020 ricercavate delle figure professionali, anche per istruttori sportivi, e così ho inviato la candidatura attraverso il form sul sito. Agli inizi di febbraio ho sostenuto il colloquio ed eccomi qui a lavorare come istruttrice fitness!

Come molti dei tuoi colleghi “Next Gen” hai frequentato la formazione a distanza gratuita di Samarcanda: la Smart Academy. Che esperienza è stata?

Ho avuto un’impressione davvero molto positiva! Mi ha lasciata piacevolmente sorpresa in particolare il modo in cui vengono organizzate sia le equipe che in generale il lavoro all’interno di una squadra. Sarò sincera, nei primi giorni di lavoro in villaggio ho ritrovato molte delle situazioni che i coach avevano descritto. Le impressioni che avevo durante la Smart Academy si sono poi confermate qui. È stata davvero formativa!

Qui in villaggio ho la possibilità di esprimere le mie passioni.

Un joyner istruttrice fitness come te quali attività svolge durante l’arco della giornata?

La mia giornata tipo inizia piuttosto presto. La mattina mi dedico ad attività più tranquille pensate per gli ospiti adulti come ad esempio yoga e stretching, adatte per iniziare bene la giornata. Il mio lavoro si sposta poi in piscina e in spiaggia, dove ci scateniamo tra acquagym e balli di gruppo! Il pomeriggio invece organizzo ogni giorno un’attività diversa: circuito, step aerobica, zumba, pilates, crossfit. Fortunatamente qui in villaggio ho la possibilità di esprimere le mie passioni ed inserire nel mio programma sportivo anche delle attività che le rispecchino.

Cioè?

Un’altra mia grande passione è la danza, sopratutto balli latini e hip-hop. Alcuni pomeriggi tengo lezioni di salsa, bachata, merengue e poi ho creato un corso dedicato ai più piccoli nel quale insegno hip-hop. In particolare quest’ultimo sta avendo molto successo e ne sono davvero felice!

Il coinvolgimento degli ospiti, sia grandi che piccini, è un aspetto importante. Qual è la parte che preferisci del tuo lavoro?

Indubbiamente vedere le persone che si divertono nel partecipare alle attività. C’è molto impegno da parte di noi joyner per organizzare delle attività che siano in primo luogo – in questa estate 2020 – sicure per l’ospite. E vederli interessati, attivi nel partecipare, felici e sorridenti ripaga ogni cosa. Lo stesso accade con i bambini: durante le lezioni di hip-hop ho creato anche coreografie abbastanza difficili ma i bimbi mi seguono ed ascoltano con grandissimo entusiasmo. Sapere poi che vogliono prenotarsi subito per la lezione successiva è una soddisfazione che non ha eguali!

Sono queste le belle emozioni che ti lascia il lavoro di joyner.

Le relazioni umane sono un lato fondamentale di questo lavoro. Con ospiti e colleghi si creano inevitabilmente dei legami. Come stai vivendo questo aspetto? 

Con i colleghi si è subito creato un’unione molto solida. Siamo tutti sempre d’accordo; ognuno di noi ha chiaramente un carattere diverso ma riusciamo sempre ad equilibrarci a vicenda, grazie anche al nostro capo equipe che sa darci le giuste regole e i giusti consigli per vivere serenamente in gruppo e per fare ogni giorno un ottimo lavoro. Siamo diventati a tutti gli effetti una piccola famiglia. Ed è proprio questo che associo all’essere un joyner Samarcanda: vivere in una famiglia e lavorare con professionalità. Allo stesso modo si è creato un legame speciale anche con gli ospiti. In questo primo mese di lavoro in villaggio ci sono stati molti ospiti che hanno seguito tutte le mie attività e che in qualche modo si sono affezionati, tanto da piangere il giorno della partenza. È stato un momento molto commovente, non mi era mai capitato prima. Sono queste le belle emozioni che ti lascia il lavoro di joyner.