Thomas Gamberoni: “Con Samarcanda le passioni diventano un lavoro!”

tecnico del suono

Joyner Next Gen è un viaggio nelle giornate dei rookie Samarcanda 2020, giovani talenti che hanno attraversato con noi la quarantena per diventare animatore e – come il nostro protagonista di oggi- lavorare come tecnico del suono. 

Hanno scelto l’azienda giusta e Samarcanda li ha formati, chi in Academy e chi a distanza. Ce l’hanno messa tutta e oggi raccontano la vita del Joyner a tutti noi e ai loro futuri colleghi, i Next Gen che hanno dovuto rimandare il debutto all’anno prossimo.

Vi presentiamo Thomas Gamberoni, Next Gen giovanissimo, 19 anni da poco più di un mese e due grandi passioni che lo hanno spinto a provare questa grande avventura professionale! Scopriamo insieme il suo percorso!

Il mio sogno di diventare joyner nasce dall’unione di due grandi passioni.

Ciao Thomas, rubiamo qualche minuto alla tua pausa. Raccontaci di te e del tuo bellissimo sogno di diventare joyner.

Ciao a tutti! Il mio sogno di diventare joyner nasce dall’unione di due grandi passioni: il mondo dell’animazione -al quale mi sono avvicinato, come molti, grazie all’oratorio estivo- e del settore tecnico, regia audio/luci e dj. Ne ho parlato con alcuni amici che già avevano avuto esperienze nel settore e sono stati loro a consigliarmi proprio Samarcanda. Da lì è iniziato il mio percorso, ho compilato il modulo sul sito, a gennaio ho fatto il colloquio ed eccomi qui in villaggio!

Sei stato fra i pochi Next Gen che tra gennaio e febbraio è riuscito a frequentare la classica e storica formazione di Samarcanda: l’Academy. Che esperienza è stata?

Meravigliosa! Mi sono divertito da matti! L’Academy ricrea in piccolo una sorta di villaggio ed è il modo migliore per comprenderne le dinamiche, sopratutto per chi come me non aveva mai avuto esperienza all’interno di una struttura turistica. Che altro dire, i coach sono stati fantastici, molto professionali e sanno come metterti a proprio agio. Oltre ad essere un’esperienza formativa ti permette anche di conoscere un sacco di persone e ragazzi con la tua stessa passione!

La primissima parola che associo alla figura del joyner è divertimento

Non c’è cosa più bella di lavorare seguendo le proprie passioni…e te sei riuscito perfettamente a coniugare le due cose. Se ti chiedessero quindi che significa essere un joyner cosa risponderesti?

La primissima parola che associo alla figura del joyner è divertimento. Il nostro lavoro è far divertire le persone e i tanti ospiti che ogni giorno sono qui in villaggio ma siamo noi stessi a divertirci per primi, in qualunque attività che facciamo. Secondo me questo lavoro è da considerarsi più che altro una passione… e se ti piace il contesto, se ti trovi bene con i colleghi, diventa tutto naturale!

Stai lavorando come aiuto tecnico del suono in una prestigiosa struttura in Calabria. Che attività svolgi durante il giorno?

Durante tutta la mattina la mia postazione da dj e tecnico è in spiaggia, dove accompagno le varie attività con intrattenimento musicale. Dopo la pausa pranzo il mio lavoro si sposta in piscina, dove continua l’intrattenimento musicale, con canzoni più recenti e ritmate. Tra le attività del pomeriggio c’è anche zumba e -in quanto aiuto tecnico e dj- mi occupo di preparare la postazione e mettere le playlist in modo che si possa svolgere l’attività. La sera invece ci prepariamo per gli spettacoli: io sono in regia assieme al tecnico e ci occupiamo di gestire audio, luci e schermi sul palco!

E qual è il tuo momento preferito?

Sicuramente tutti i momenti in cui c’è intrattenimento con musica; dove c’è musica ci sono io!  Ma la nostra giornata non è ancora finita: subito dopo lo show ci qualche attività di seconda serata, riunione di debriefing e prove!

Abbiamo costruito un ottimo rapporto confidenziale, non ci teniamo nascosto nulla.

Non c’è proprio tempo di annoiarsi, insomma. Una delle parti più belle di questo lavoro è costituita dalle relazioni umane: con gli ospiti e con i colleghi. Che tipo di relazioni hai instaurato?

Con gli ospiti ci si diverte moltissimo, sempre nei limiti del possibile in questa stagione! Riesco ad interagire con loro più la sera, prima o dopo lo spettacolo oppure al bar del villaggio. Con i colleghi invece c’è una fantastica relazione, andiamo tutti molto d’accordo. Abbiamo costruito un ottimo rapporto confidenziale, non ci teniamo nascosto nulla; se hai qualunque genere di problema c’è sempre qualcuno pronto ad ascoltarti e ad aiutarti!